Neocons a destra
Il futuro del GOP? Più populismo
Che sta succedendo nel Movimento Conservatore e nel GOP?
Sembra che l'effetto-Obama abbia spinto i conservatori americani a virare ancora più a destra, sdegnando l'opinione di chi, nel partito, riteneva d'obbligo darsi un'immagine moderata. In Italia il blogger del Foglio Christian Rocca, neocon di sinistra, si è fatto interprete delle posizioni espresse da neocons moderati, quali il commentatore David Brooks, che erano arrivati persino a disdegnare l'etichetta stessa di "conservatori". In questi giorni Rocca si occupa soprattutto delle guerre di Obama e non ci dice che sta accadendo negli USA, per esempio a New York, dove si vota nel distretto 23. Qui un candidato del Partito Conservatore ha ricevuto l'endorsement della National Review e di Sarah Palin contro la favorita del GOP considerata troppo liberal.
Ebbene, tra chi spinge Hoffmann contro la Scozzafava c'è anche il Weekly Standard di Bill Kristol, ovvero il portabandiera del neoconservatorismo.
Di queste cose ci informa quotidianamente il blog di Andrea Mancia, "The Right Nation", secondo il quale
"Bill Kristol, sul Washington Post (h/t: Alessandro Tapparini) scrive che il «futuro del GOP» sarà una «conservative mind con un mood populista». E se la prende con le «élite conservatrici benpensanti e i grossi calibri repubblicani amici dell'establishment» che vorrebbero un partito «più moderato, temperato e sofisticato». Il riferimento alle elezioni per il 23° distretto di New York è esplicito. Intanto, il giorno dopo l'endorsement (un po' tardivo) del governatore del Minnesota, Tim Pawlenty, e quello che ormai può essere considerato come un goffo tentativo di suicidio politico da parte di Newt Gingrich, Doug Hoffmann è in testa nel secondo sondaggio effettuato in due giorni. Anche in questo caso si tratta di un committente “amico”, ma il candidato del Conservative Party, secondo Neighborhood Research, raccoglierebbe il 35% dei consensi: 5 punti in più del democratico Bill Owens e ben 20 in più della “repubblicana” Dede Scozzafava." (
The Right Nation)
A questo punto, mentre ci rammarichiamo dello "scivolone" di Gingrich, ci interroghiamo ancora una volta su Bill Kristol. Seguire la parabola politica di quest'ultimo è davvero complicato. Kristol infatti non è mai stato tenero con i populisti di destra (primo fra tutti Pat Buchanan), e in più di un'occasione ha sponsorizzato candidati moderati (Powell, Dole, McCain) contro i conservatori di turno. Tuttavia in alcuni frangenti è stato vicino all'ala destra del partito come, ad esempio, nel 1994 con Newt Gingrich, all'epoca del suo "Contract with America". Quattro anni dopo, però, se ne era già allontanato, quando il tentativo di impeachment di Clinton era andato all'aria. Adesso Kristol ritorna sul versante conservatore-libertario-populista e critica addirittura l'establishment moderato. Chissà se questa è una vendetta per quella guerra irachena che i RINOs hanno sempre osteggiato al contrario dei neocons, oppure se Kristol da pragmatico quale è sempre stato sta semplicemente saltando in groppa al cavallo che si prospetta vincente.
Comunque è una storia interessante da seguire. Chissà se Rocca nel suo blog ce ne parlerà mai.
