Deputato dell’Idv indagato per camorra e Di Pietro lo difende
Il Fazioso | 25 novembre 2009
Avevamo già parlato del deputato dell’Idv Americo Porfidia e dell’indagine legata a reati connessi alla Camorra in cui era coinvolto.
Le indagini sono state chiuse ed è arrivato l’atto d’accusa della procura antimafia
Tentata estorsione con l’aggravante del favoreggiamento camorristico. Questo l’atto d’accusa della procura antimafia contenuto nell’avviso di chiusura indagini a carico del deputato dell’Italia dei Valori Domenico Porfidia coindagato con l’attuale consigliere di minoranza del comune di Marcianise Gaetano Tartaglione (Sdi) e con i boss Antimo Perreca, di Recale e Gaetano Piccolo, attualmente detenuti al 41 bis.
Ecco la vicenda nei particolari
In ballo c’era il controllo del pacchetto di maggioranza di «Villa del Sole», una delle maggiori cliniche private convenzionate della provincia di Caserta. Il gruppo Riello in bilico, il gruppo rivale di Americo Porfidia in assetto di guerra. Era il giugno del 2004 e nella riunione del cda si sarebbero decise le sorti societarie dell’azienda. Fu allora che Porfidia, socio della casa di cura assieme alla moglie, sindaco di Recale e deputato in carica eletto nella lista dell’Italia dei Valori, si sarebbe rivolto alla camorra. Nello specifico ad Antimo Perreca, capozona del suo paese, e a Gaetano Piccolo, esponente del clan Belforte di Marcianise. Aveva chiesto e ottenuto, sostiene la Procura antimafia di Napoli, che i due boss facessero pressione su un altro socio di Pietro Riello, Giuseppe Maccauro, perché rinunciasse al controllo delle quote azionarie. In cambio, aveva garantito posti di lavoro e l’ingresso di una società di pulizie legata dal gruppo camorristico.
Di Pietro proprio nei giorni scorsi aveva difeso l’Onorevole Porfidia sul suo blog, negando l’inchiesta e parlando di falsità
Quanto alla posizione processuale dell’on.le Amerigo Porfidia, ribadisco innanzitutto che non è vero che egli sia mai stato processato e nemmeno indagato per associazione mafiosa ex art. 416 c.p. Tale affermazione è un’autentica falsità, pubblicata a suo tempo da alcuni organi di informazione, a cui l’on.le Porfidia ha immediatamente e tempestivamente risposto anche querelando e citando in giudizio per diffamazione gli autori.
Gli onestoni della politica con un deputato indagato per reati connessi alla camorra? Impossibile!
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