Rif: Le rivelazioni del pentito Spatuzza su Berlusconi [3d uniti]
Beni della mafia, appello a Fini
"No alla vendita all'asta"
Il relatore della Finanziaria: "Ratio della norma inamovibile. Possibili modifiche"
Beni della mafia, appello a Fini "No alla vendita all'asta"
Il presidente di Libera don Luigi Ciotti
ROMA - "Creare le condizioni che anche uno soltanto di quei beni confiscati alle mafie possa tornare nella loro disponibilità sarebbe l'ennesimo segnale di debolezza dello Stato, e rappresenterebbe un assist alle mafie. Vi chiediamo di bloccare l'emendamento che prevede la vendita dei beni confiscati". E' quanto sostengono 370 familiari delle vittime della criminalità organizzata in una lettera inviata al presidente della Camera Gianfranco Fini, al presidente della Commissione parlamentare antimafia Giuseppe Pisanu e a tutti i capogruppi alla Camera.
"Siamo i familiari delle vittime delle mafie, del dovere e della criminalità organizzata - attacca il testo - siamo genitori, coniugi, figli, fratelli e sorelle di coloro che sono caduti per mano di criminali senza scrupolo e senza Patria. Siamo tanti e con l'Associazione Libera di cui facciamo parte, sempre uniti seguendo l'insegnamento di una di noi, Saveria Antiochia, da 15 anni conduciamo la nostra attività di contrasto al dilagare dei fenomeni mafiosi e criminali".
"Tutti noi familiari - continua la lettera - sentiamo sempre forte e presente il dolore per la morte violenta per mano mafiosa dei nostri cari. E' un sentimento impresso a fuoco nella nostra anima e nel nostro cuore, ma abbiamo sempre cercato di trasformare questo enorme dolore in impegno sociale, culturale, umano per il nostro Paese, convinti come siamo che partendo proprio dal nostro dolore e dalla memoria dei nostri cari si possa scrivere un'altra storia, quella di un Paese che vuole vivere nella legalità, nella solidarietà e soprattutto senza mafie".
"Nel 1996, con Libera e con la firma di oltre un milione di cittadini - ricordano i familiari delle vittime - abbiamo sostenuto l'approvazione della legge 109 che prevede la confisca del patrimonio dei mafiosi e la destinazione ad uso sociale dei beni confiscati. Da allora la confisca e l'utilizzo a fini sociali del patrimonio dei mafiosi ha assunto nel nostro Paese un valore simbolico irrinunciabile per la lotta alle mafie. Quella legge ha fatto in modo che i beni confiscati ai Riina e ai Provenzano e ad altri criminali, potessero essere assegnati a cooperative di lavoro che, tra mille difficoltà e continue intimidazioni, li hanno trasformati in segni efficaci di legalità".
"Oggi anche il Parlamento Europeo - viene ricordato nel testo - comincia a porre in agenda l'elaborazione di strumenti di confisca e uso sociale, consapevole che le mafie non sono solo italiane e che si ricicla all'estero. Modificare la legge 109/96 ed introdurre la possibilità che i beni confiscati non assegnati possano essere venduti significa, in pratica, riconsegnarli alle mafie".
"Come è possibile oggi pensare di rinunciare a tanto? - si chiedono i firmatari - Pensate veramente che i mafiosi abbiano difficoltà ad intimidire ogni possibile acquirente, a trovare i prestanome ed il denaro per potersi riappropriare di quei beni? Vorreste farci credere che siete in grado di escludere che i mafiosi possano riprendersi quello che, con enormi sacrifici ed impegno, eravamo riusciti a togliere loro?"
E ancora: "Modifichiamo la legge 109/96 per rendere rapidi ed efficaci i tempi della destinazione sociale! Da anni chiediamo, inascoltati, che venga istituita un'Agenzia nazionale che si occupi di tutte le fasi di sequestro, confisca, assegnazione e destinazione dei beni e delle aziende confiscate ai mafiosi. Siamo convinti che le risorse economiche necessarie ad assicurare la giustizia nel nostro Paese possano e debbano essere trovate non con la vendita dei beni confiscati alle mafie, ma approntando idonei strumenti per l'effettivo contrasto alla corruzione, all'evasione ed all'elusione fiscale".
"Per queste ragioni, egregio presidente, onorevoli deputati - concludono i 370 firmatari - vi chiediamo di votare contro l'emendamento approvato dal Senato il 13 novembre 2009, per non indebolire e non cancellare i principi della legge 109/96 e di adoperarvi ad ogni livello per evitare che tale provvedimento possa diventare esecutivo".
Gli altri appelli. Un richiesta dello stesso tipo viene rivolto oggi a Parlamento e governo dal Forum nazionale dei giovani, dal sindaco di Ercolano e delegato Anci alla Legalità, Gaetano Daniele, dal Consiglio comunale di Niscemi, in provincia di Caltanissetta che ha votato all'unanimità l'ordine del giorno proposto dalla giunta municipale guidata dal sindaco Giovanni Di Martino (Pd) e da Lillo Speziale, presidente della commissione regionale siciliana Antimafia e Salvino Caputo, presidente della commissione Attività produttive all'Ars.
"Non si torna indietro". Ma la risposta del relatore alla Finanziaria alla Camera, Massimo Corsaro (Pdl), è netta: "La ratio della norma sulla vendita dei beni immobili confiscati alla mafia è inamovibile". Corsaro sottolinea di essere "uno strenuo difensore" della misura introdotta durante l'esame in Senato perché "fermamente convinto che la legge sia corretta".
Secondo il parlamentare il rischio che la criminalità organizzata possa ricomprare i beni confiscati è "una bufala clamorosa". Corsaro, però, non chiude all'ipotesi di qualche ritocco della misura: "Certamente si può - dice infatti - studiare la possibilità di rendere ancora più trasparente la procedura di gara prevedendo il meccanismo delle prelazioni per alcune categorie tra cui le forze dell'ordine".
Maroni annuncia, e va bene. Siamo contenti dell'annuncio. Il capo del governo però annuncia da anni lo stop alle intercettazioni e grossi limiti alla libertà di stampa nel settore della cronaca giudiziaria.
Vedremo cosa seguirà l'annuncio, che va visto nel contesto specifico:
I
Questo fa certamente piacere. Io credo nella sincerità di un leghista quando attacca la delinquenza meridionale
Sarebbe bello però se invece i prendersi tutti i meriti, facesse un elogio anche della magistratura e delle forze di polizia che hanno reso possibile questi risultati.
DEi dati che snocciola il governo poi mi fido poco. Mi piacerebbe sentire qualcosa da una fonte meno interessata. Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete
Vuoi qualcosa che non sia un'annuncio? Ti accontento.
il resto però vattelo a cercare sul sito del ministero, non sono la tua segretaria.
Non per niente il 41bis è diventato legge con i governi di centrodestra. In questa legislatura ci sono stati i 2 decreti sicurezza con l’aumento delle pene per i reati di mafia e il divieto di patteggiamento in appello e nel ddl sicurezza c'e il più importante pacchetto antimafia dai tempi di Falcone (con l’inasprimento del 41 bis e l’obbligo di denuncia della richiesta di pizzo)
quanto alla fonte poco interessata beh, tocca a te l'onere della smentita.
O, in mancanza di argomenti, tacere rispettando la verità.
__________________
Nulla alle spalle, dubbi sul futuro Scelgo la speranza. Gli Italiani approfittano della guerra per le loro risse interne, anche a costo della rovina della Patria.
Vuoi qualcosa che non sia un'annuncio? Ti accontento.
il resto però vattelo a cercare sul sito del ministero, non sono la tua segretaria.
Non per niente il 41bis è diventato legge con i governi di centrodestra. In questa legislatura ci sono stati i 2 decreti sicurezza con l’aumento delle pene per i reati di mafia e il divieto di patteggiamento in appello e nel ddl sicurezza c'e il più importante pacchetto antimafia dai tempi di Falcone (con l’inasprimento del 41 bis e l’obbligo di denuncia della richiesta di pizzo)
quanto alla fonte poco interessata beh, tocca a te l'onere della smentita.
O, in mancanza di argomenti, tacere rispettando la verità. Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete
A che serve aumentare le pene se non si riesce a processarli a causa della prescrizione o del divieto di intercettarli? Me lo spieghi per favore?
più grande dai tempi di Giulio CEsare è solo un giudizio, che rivela la faziosità della fonte
L'obbligo di denuncia esiste di fronte a qualunque reato penale. cos'è sta cazzata?
Che significa che il 41bis è diventato legge coi governi del centro destra?
Esisteva da anni, legge o meno. Un'altra boiata.
Storia [modifica]
L'art. 41 bis dell'ordinamento penitenziario è stato introdotto con la legge 10/10/86 n. 663 (cosiddetta Legge Gozzini) e riguardava inizialmente soltanto le situazioni di rivolta o altre gravi situazioni di emergenza. A seguito della strage di Capaci del 1992 fu introdotto (decreto-legge 8/6/92 n. 306, convertito con legge 7/8/92 n. 356) un secondo comma che rendeva possibile l'applicazione del regime speciale ai detenuti per reati di criminalità organizzata; tale disposizione era valida per tre anni, ma successivi interventi legislativi (a partire dalla legge 16/2/95 n. 36) ne hanno prorogato di anno in anno la validità. Articolo 41 bis - Wikipedia
A che serve aumentare le pene se non si riesce a processarli a causa della prescrizione o del divieto di intercettarli? Me lo spieghi per favore?
più grande dai tempi di Giulio CEsare è solo un giudizio, che rivela la faziosità della fonte
L'obbligo di denuncia esiste di fronte a qualunque reato penale. cos'è sta cazzata?
Che significa che il 41bis è diventato legge coi governi del centro destra?
Esisteva da anni, legge o meno. Un'altra boiata.
Storia [modifica]
L'art. 41 bis dell'ordinamento penitenziario è stato introdotto con la legge 10/10/86 n. 663 (cosiddetta Legge Gozzini) e riguardava inizialmente soltanto le situazioni di rivolta o altre gravi situazioni di emergenza. A seguito della strage di Capaci del 1992 fu introdotto (decreto-legge 8/6/92 n. 306, convertito con legge 7/8/92 n. 356) un secondo comma che rendeva possibile l'applicazione del regime speciale ai detenuti per reati di criminalità organizzata; tale disposizione era valida per tre anni, ma successivi interventi legislativi (a partire dalla legge 16/2/95 n. 36) ne hanno prorogato di anno in anno la validità. Articolo 41 bis - Wikipedia Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete
questo in sintesi è quello che è stato fatto dal governo nel 2009 con Legge 94:
CRIMINALITA’ ORGANIZZATA
Colpire la mafia negli interessi economici
Il procedimento di assegnazione dei beni confiscati alla mafia sarà più snello: saranno i Prefetti
della Provincia in cui si trova il bene confiscato a decidere della destinazione (fermo restando la
competenza gestionale dell’Agenzia del demanio).
Sono previste agevolazioni per le aziende e le società sequestrate alla mafia.
Nuove sanzioni interdittive e pecuniarie a carico degli enti in relazione alla commissione di delitti di
criminalità organizzata.
Istituzione dell’Albo nazionale degli amministratori giudiziari.
Contrasto al racket
Gli imprenditori che non denunciano l’estorsione subita – salvo lo stato di necessità o la legittima
difesa – saranno esclusi dagli appalti pubblici.
Maggiore rigore
Nei casi di scioglimento per infiltrazione mafiosa dei consigli comunali e provinciali è prevista
l’incandidabilità per gli amministratori responsabili della causa di scioglimento e la responsabilità
anche per i dipendenti collusi.
Il regime del carcere speciale è reso più duro e potrà essere richiesto anche dal Ministro
dell’Interno. Per chi agevola la comunicazione all’esterno dei soggetti sottoposti al “41 bis”, inoltre,
è introdotta una nuova fattispecie di reato.
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Nulla alle spalle, dubbi sul futuro Scelgo la speranza. Gli Italiani approfittano della guerra per le loro risse interne, anche a costo della rovina della Patria.
Rif: Le rivelazioni del pentito Spatuzza su Berlusconi [3d uniti]
Citazione:
Originariamente Inviato da Stevens
Beni della mafia, appello a Fini
"No alla vendita all'asta"
Il relatore della Finanziaria: "Ratio della norma inamovibile. Possibili modifiche"
Beni della mafia, appello a Fini "No alla vendita all'asta"
Il presidente di Libera don Luigi Ciotti
ROMA - "Creare le condizioni che anche uno soltanto di quei beni confiscati alle mafie possa tornare nella loro disponibilità sarebbe l'ennesimo segnale di debolezza dello Stato, e rappresenterebbe un assist alle mafie. Vi chiediamo di bloccare l'emendamento che prevede la vendita dei beni confiscati". E' quanto sostengono 370 familiari delle vittime della criminalità organizzata in una lettera inviata al presidente della Camera Gianfranco Fini, al presidente della Commissione parlamentare antimafia Giuseppe Pisanu e a tutti i capogruppi alla Camera.
"Siamo i familiari delle vittime delle mafie, del dovere e della criminalità organizzata - attacca il testo - siamo genitori, coniugi, figli, fratelli e sorelle di coloro che sono caduti per mano di criminali senza scrupolo e senza Patria. Siamo tanti e con l'Associazione Libera di cui facciamo parte, sempre uniti seguendo l'insegnamento di una di noi, Saveria Antiochia, da 15 anni conduciamo la nostra attività di contrasto al dilagare dei fenomeni mafiosi e criminali".
"Tutti noi familiari - continua la lettera - sentiamo sempre forte e presente il dolore per la morte violenta per mano mafiosa dei nostri cari. E' un sentimento impresso a fuoco nella nostra anima e nel nostro cuore, ma abbiamo sempre cercato di trasformare questo enorme dolore in impegno sociale, culturale, umano per il nostro Paese, convinti come siamo che partendo proprio dal nostro dolore e dalla memoria dei nostri cari si possa scrivere un'altra storia, quella di un Paese che vuole vivere nella legalità, nella solidarietà e soprattutto senza mafie".
"Nel 1996, con Libera e con la firma di oltre un milione di cittadini - ricordano i familiari delle vittime - abbiamo sostenuto l'approvazione della legge 109 che prevede la confisca del patrimonio dei mafiosi e la destinazione ad uso sociale dei beni confiscati. Da allora la confisca e l'utilizzo a fini sociali del patrimonio dei mafiosi ha assunto nel nostro Paese un valore simbolico irrinunciabile per la lotta alle mafie. Quella legge ha fatto in modo che i beni confiscati ai Riina e ai Provenzano e ad altri criminali, potessero essere assegnati a cooperative di lavoro che, tra mille difficoltà e continue intimidazioni, li hanno trasformati in segni efficaci di legalità".
"Oggi anche il Parlamento Europeo - viene ricordato nel testo - comincia a porre in agenda l'elaborazione di strumenti di confisca e uso sociale, consapevole che le mafie non sono solo italiane e che si ricicla all'estero. Modificare la legge 109/96 ed introdurre la possibilità che i beni confiscati non assegnati possano essere venduti significa, in pratica, riconsegnarli alle mafie".
"Come è possibile oggi pensare di rinunciare a tanto? - si chiedono i firmatari - Pensate veramente che i mafiosi abbiano difficoltà ad intimidire ogni possibile acquirente, a trovare i prestanome ed il denaro per potersi riappropriare di quei beni? Vorreste farci credere che siete in grado di escludere che i mafiosi possano riprendersi quello che, con enormi sacrifici ed impegno, eravamo riusciti a togliere loro?"
E ancora: "Modifichiamo la legge 109/96 per rendere rapidi ed efficaci i tempi della destinazione sociale! Da anni chiediamo, inascoltati, che venga istituita un'Agenzia nazionale che si occupi di tutte le fasi di sequestro, confisca, assegnazione e destinazione dei beni e delle aziende confiscate ai mafiosi. Siamo convinti che le risorse economiche necessarie ad assicurare la giustizia nel nostro Paese possano e debbano essere trovate non con la vendita dei beni confiscati alle mafie, ma approntando idonei strumenti per l'effettivo contrasto alla corruzione, all'evasione ed all'elusione fiscale".
"Per queste ragioni, egregio presidente, onorevoli deputati - concludono i 370 firmatari - vi chiediamo di votare contro l'emendamento approvato dal Senato il 13 novembre 2009, per non indebolire e non cancellare i principi della legge 109/96 e di adoperarvi ad ogni livello per evitare che tale provvedimento possa diventare esecutivo".
Gli altri appelli. Un richiesta dello stesso tipo viene rivolto oggi a Parlamento e governo dal Forum nazionale dei giovani, dal sindaco di Ercolano e delegato Anci alla Legalità, Gaetano Daniele, dal Consiglio comunale di Niscemi, in provincia di Caltanissetta che ha votato all'unanimità l'ordine del giorno proposto dalla giunta municipale guidata dal sindaco Giovanni Di Martino (Pd) e da Lillo Speziale, presidente della commissione regionale siciliana Antimafia e Salvino Caputo, presidente della commissione Attività produttive all'Ars.
"Non si torna indietro". Ma la risposta del relatore alla Finanziaria alla Camera, Massimo Corsaro (Pdl), è netta: "La ratio della norma sulla vendita dei beni immobili confiscati alla mafia è inamovibile". Corsaro sottolinea di essere "uno strenuo difensore" della misura introdotta durante l'esame in Senato perché "fermamente convinto che la legge sia corretta".
Secondo il parlamentare il rischio che la criminalità organizzata possa ricomprare i beni confiscati è "una bufala clamorosa". Corsaro, però, non chiude all'ipotesi di qualche ritocco della misura: "Certamente si può - dice infatti - studiare la possibilità di rendere ancora più trasparente la procedura di gara prevedendo il meccanismo delle prelazioni per alcune categorie tra cui le forze dell'ordine".
venerdì 27 novembre 2009
MAFIA: MARONI, SU VENDITA BENI CONFISCATI POLEMICHE INFONDATE
(ASCA) - Roma, 27 nov - Sulla legge che attribuisce la possibilita' di vendere all'asta alcuni dei beni confiscati alle mafie. Si sono fatte in questi giorni ''polemiche assolutamente infondate'' perche' questi beni ''sono destinati prioritariamente ad usi sociali e istituzionali''.
Ad affermarlo e' stato stamane il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, a margine della presentazione a Roma, presso la sede dell'Istituto superiore di Polizia, del calendario della Polizia di Stato.
Maroni ha ricordato che attualmente ci sono beni che non si riescono ad assegnare a fini sociali per una serie di motivi restando a deperire e, soprattutto, ''dando l'immagine dell'impotenza dello Stato. Solo in questi casi, che sono eccezionali - ha poi detto Maroni - con le dovute precauzioni che prendera' il Prefetto, quei beni potranno essere messi all'asta. Ma certamente sara' evitato accuratamente che ritornino nelle mani della criminalita' organizzata come qualcuno paventa''.
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Nulla alle spalle, dubbi sul futuro Scelgo la speranza. Gli Italiani approfittano della guerra per le loro risse interne, anche a costo della rovina della Patria.
Certo che sono nervoso.
I nemici del governo sono dei mafiosi, gente pericolosa davvero.
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Nulla alle spalle, dubbi sul futuro Scelgo la speranza. Gli Italiani approfittano della guerra per le loro risse interne, anche a costo della rovina della Patria.
Per me i fascisti di sinistra esistevano eccome, esempio i brigatisti. Come comunisti di destra metterei tutti gli esponenti dei regimi politici del socialismo reale (se mi trovi qualcosa di sinistra in Corea del Nord...)
questo in sintesi è quello che è stato fatto dal governo nel 2009 con Legge 94:
CRIMINALITA’ ORGANIZZATA
Colpire la mafia negli interessi economici....
Sono tutte iniziative che colpiscono i mafiosi che già sono stati presi e condannati, tranne quella su chi non denuncia, che comunque può sempre dimostrare lo stato dinecessità e legittima difesa.
Il problema è che è sempre più difficile prenderli e condannarli, se il governo taglia i fondi a procure e polizie, e, anzi scoraggia l'impegno dei magistrati attaccandoli tutti santi giorni dai suoi organi di stampa.
Maroni è solo il ministro degli interni e non della giustizia, purtroppo.