Caso Tommasino, killer e altre persone legate alla Camorra iscritte al Pd [3d uniti]
Catello Romano confessa di aver partecipato all'omicidio. Il Pd lo espelle e commissaria il circolo
NAPOLI - Il Pd campano ha espulso dal partito Catello Romano, che risulterebbe tra gli autori del barbaro omicidio del consigliere comunale di Castellammare di Stabia Gino Tommasino. Il circolo locale del Partito democratico è stato inoltre commissariato. Lo annuncia Enrico Morando, commissario straordinario del coordinamento provinciale di Napoli. «Noi non sottovalutiamo in nessun modo la gravità dell'episodio - afferma Maurizio Migliavacca, responsabile nazionale Organizzazione del Pd - e ribadiamo l'assoluta fermezza nel contrasto alla criminalità organizzata e nell'affermazione dei principi di legalità, consapevoli che bisogna impedire ogni possibile infiltrazione in un corpo vero e sano di iscritti, militanti ed elettori».
LA VICENDA - Diventa dunque un "caso politico" il delitto Tommasino, il consigliere comunale ucciso dalla camorra lo scorso febbraio per non aver restituito 30.000 euro al clan D'Alessandro. Catello Romano, uno dei quattro componenti del commando che fece fuoco sul politico, dopo aver garantito la propria collaborazione con la giustizia ed essere stato trasferito in una località protetta in Puglia, ha fatto perdere le proprie tracce eludendo i controlli delle forze dell'ordine. Ora gli si dà la caccia. La fuga è avvenuta secondo la più classica delle modalità: due lenzuola legate tra loro hanno consentito a Catello Romano, 19 anni, di calarsi giù dalla finestra dell'albergo che lo ospitava. Oltre ad aver ammesso di aver esercitato un ruolo chiave nell'omicidio Tommasino, Catello aveva anche confessato di aver compiuto cinque omicidi in pochi mesi. Con lui, venerdì scorso la Squadra Mobile di Napoli aveva fermato Salvatore Belviso, 26 anni, Renato Cavaliere, 37 anni, già detenuto, e Raffaele Polito, 27 anni, esecutore materiale del delitto che come Catello aveva deciso di collaborare. Per entrambi, la Procura aveva deciso di non firmare il decreto di fermo ma di sottoporli a sorveglianza.
Rif: Delitto del consigliere Tommasino, un iscritto al Pd tra i quattro killer
Vedi il Pd ha tante magagne, ma per lo meno se succede una cosa del genere provvedono all'espulsione immedita, altri di tua conoscenza lo avrebbero già proclamato erore vittima dei giudici comunisti.
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Fra tutti il ministero dell'amore era quello che incuteva un autentico terrore... [...]
Parli di quelli del Pd nel caso D'Alfonso quando attaccarono i giudici per l'arresto del sindaco di Pescara? (quello che si inventò una malattia per evitare il commissariamento del comune)
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Rif: Delitto del consigliere Tommasino, un iscritto al Pd tra i quattro killer
Per la cronaca il consigliere ucciso era anche lui del Pd e anche lui invischiato in collegamenti con la camorra
Tommasino era indagato dal pm di Potenza Henry John Woodcock per presunti illeciti relativi alla costruzione di un termovalorizzatore nella zona vesuviana e per una presunta tangente versata da un imprenditore interessato a svolgere lavori nella discarica di Terzigno. Corruzione e associazione per delinquere finalizzata alla frode e alla truffa furono le accuse ipotizzate da Woodcock per Tommasino e altre 13 persone
....
Le loro prime dichiarazioni hanno subito confermato quanto era emerso dalla intercettazioni: Tommasino doveva essere ammazzato perché non aveva restituito 30mila al clan di Castellammare di Stabia. Ma sulla provenienza di quei soldi, la Squadra mobile sta ancora indagando. Si fanno diverse ipotesi. Per ora si tende solo ad escludere che il politico possa essere stato vittima di una estorsione. Più verosimile la tesi secondo la quale Tommasino avrebbe svolto un ruolo di intermediazione nella riscossione di somme destinate al clan di cui lui si è appropriato. L’affaire Gino Tommasino : Giornalettismo
Aveva sottratto ai proventi del clan trentamila euro, Luigi Tommasino, il consigliere comunale di Castellammare di Stabia assassinato nel febbraio scorso, per il cui delitto e' stato sottoposto a fermo di polizia Salvatore Belviso, 26 anni, considerato il braccio destro del cugino Vincenzo D'Alessandro, scarcerato il primo ottobre dopo un arresto per una estorsione con 'cavallo di ritorno'.
Rif: Delitto del consigliere Tommasino, un iscritto al Pd tra i quattro killer
Citazione:
Originariamente Inviato da Newborn
Per la cronaca il consigliere ucciso era anche lui del Pd e anche lui invischiato in collegamenti con la camorra
Tommasino era indagato dal pm di Potenza Henry John Woodcock per presunti illeciti relativi alla costruzione di un termovalorizzatore nella zona vesuviana e per una presunta tangente versata da un imprenditore interessato a svolgere lavori nella discarica di Terzigno. Corruzione e associazione per delinquere finalizzata alla frode e alla truffa furono le accuse ipotizzate da Woodcock per Tommasino e altre 13 persone
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Le loro prime dichiarazioni hanno subito confermato quanto era emerso dalla intercettazioni: Tommasino doveva essere ammazzato perché non aveva restituito 30mila al clan di Castellammare di Stabia. Ma sulla provenienza di quei soldi, la Squadra mobile sta ancora indagando. Si fanno diverse ipotesi. Per ora si tende solo ad escludere che il politico possa essere stato vittima di una estorsione. Più verosimile la tesi secondo la quale Tommasino avrebbe svolto un ruolo di intermediazione nella riscossione di somme destinate al clan di cui lui si è appropriato. L’affaire Gino Tommasino : Giornalettismo
Aveva sottratto ai proventi del clan trentamila euro, Luigi Tommasino, il consigliere comunale di Castellammare di Stabia assassinato nel febbraio scorso, per il cui delitto e' stato sottoposto a fermo di polizia Salvatore Belviso, 26 anni, considerato il braccio destro del cugino Vincenzo D'Alessandro, scarcerato il primo ottobre dopo un arresto per una estorsione con 'cavallo di ritorno'.