Alta Padovana - Anche la Lega ha i suoi scheletri nell’armadio ovvero: ecco di cosa vive il “Figlio del Capo”.
A nome di alcuni giovani simpatizzanti della Lega Nord dell’alta padovana desideriamo esprimere pubblicamente la rabbia e la delusione per una notizia che da tempo non trova smentita.
Il figlio di Umberto Bossi ha ottenuto alcuni mesi fa un incarico da 12.000 € mensili come membro di una non meglio specificata commissione che graviterebbe nel giro dell’Expo di Milano. Si deve sapere che Renzo, figlio di Umberto Bossi, si è diplomato lo scorso anno e non può certo vantare particolari esperienze, né in campo amministrativo, né in campo politico.
Questa notizia è molto grave e deludente.
Alcuni di noi sono disoccupati o sottoccupati; molti tra noi sono precari e con fatica cercano di immaginare un futuro; molti di noi sono laureati e competenti ma sanno che non arriveranno mai a tali cifre; tutti noi da sempre abbiamo criticato il nepotismo assistenziale e clientelare della politica locale e nazionale che non guarda al merito ma al voto.
Anche questa triste vicenda insieme ad altri preoccupanti segnali, avvalora i timori di molti simpatizzanti, soprattutto nella base più intransigente e nei giovani, contrari al sempre più strisciante morboso trasformismo “romano” della attuale dirigenza del partito.
Con grande delusione ci troviamo a dover constatare come nella realtà dei fatti il vertice di quel movimento che abbiamo continuato fin qui a sostenere si sia sempre più trasformato, fino a diventare uguale a qualsiasi altra formazione politica che cerca nell’esercizio delle proprie funzioni nient’altro che un modo e un mezzo per raggiungere obiettivi di arricchimento e di potere, per sé, per i figli e per gli amici. Noi invece vogliamo continuare a credere che sia il merito e non il favore a determinare le fortune di una persona. Noi continuiamo a lottare per fare accettare le nostre idee, per controbattere le accuse di razzismo che ci vengono mosse, per far capire che non siamo contro il sud o contro i poveri del mondo; quando però ci rinfacciano fatti come questo, sia che succedano “al figlio del capo” sia che capitino ai nostri amministratori locali, non abbiamo armi di difesa, non siamo abituati a giustificarci dicendo che gli altri fanno peggio. Incassiamo in silenzio, con rabbia.
L’obiettivo della Lega è quello di avviare l’Italia al federalismo contro lo statalismo centralista. Inventare quindi un lavoro da 12.000 euro mensili di soldi pubblici al proprio figlio neodiplomato è un insulto ai nostri occhi, pertanto vorremmo che si mettesse in discussione l’operato dell’attuale vertice del movimento e di tutti quei membri che ne hanno tradito lo spirito fondativo, diventati ai nostri occhi uguali in tutto e per tutto ai vecchi affaristi della politica della prima repubblica e della DC.
A noi non basta sapere che il ministro Zaia o Maroni ci fanno onore: noi vogliamo poter contare su un movimento politico che si distingue per integrità e onestà: se questo non viene più garantito la Lega non avrà più il nostro appoggio e avrà grandemente deluso la nostra speranza nella politica.
Alex, Giulia, Angelo, Gaia, Giacomo , Claudio.
Campodarsego – Alta Padovana - Anche la Lega ha i suoi scheletri nell’armadio ovvero: ecco di cosa vive il “Figlio del Capo”.