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Vecchio 26-09-09, 18:22   #111 (permalink)
teo
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Il dossier - I costi della politica e le richieste degli organi costituzionali al Tesoro
I costosi asciugamani di Palazzo Madama
Il Senato chiede un aumento della dotazione pari all’1,5 per cento

Il Cavaliere invita gli italiani a consumare di più? Detto fatto, al Senato consumano. Per le stanze della presidenza a Palazzo Giustiniani, ad esempio, hanno appena comprato 50 asciugamani deluxe. A 88 euro l’uno. Pari a tre giorni di cassa integrazione di un operaio metalmeccanico. Totale: 4.400 euro. Giorgio Napolitano, che giovedì aveva spronato tutti dicendo che «le istituzioni devono dare l’esempio» ha avuto la sua risposta.

Vi chiederete: ma di che materiale sono mai fatte, queste salviette per le mani, per costare una cifra che all’italiano medio appare spropositata? Sono di lino. E ricamate. Direte allora che sul sito e-bay.it si possono comprare asciugamani di lino e ricamati al prezzo di 29,99 per una confezione da sei e cioè a cinque euro l’uno, venti volte di meno. Per non parlare di quelle di spugna. Conosciamo l’obiezione: il decoro delle toilette di palazzo Giustiniani esige ben altro. Esattamente come le cucine presidenziali: non meritano forse una qualità adeguata al livello dell’istituzione per essere all’altezza delle raffinate papille gustative di Renato Schifani e dei suoi ospiti? Ecco allora una spesa assolutamente in-dis-pen-sa-bi-le: un costoso corso di perfezionamento fatto seguire presso la scuola culinaria del Gambero Rosso ai 9 (nove) cuochi interni. Così che possano poi scodellare sui prestigiosi deschi quei piatti griffati che, con innata modestia, vengono definiti «divine creazioni»: bauletti con ricotta e pistacchi con bottarga di tonno e sedano, intrighi con stracotto d’oca e burro al ginepro, quadrelli di cacao con scorzette d’arancia ai due ori… Per carità, negare che nella scia delle polemiche sui costi della politica, qualche taglio sia stato fatto pure a Palazzo Madama sarebbe ingiusto. Le famose agendine 2009 di Nazareno Gabrielli costate la bellezza di 260 mila euro (più degli stipendi annuali dei governatori del Colorado, dell’Arkansas, del Tennessee e del Maine messi insieme) sono state ad esempio sforbiciate, per il 2010, del 20%. Un sacrificio doloroso ma necessario. Come ancora più dolorosi e necessari sono stati il blocco delle indennità, il giro di vite ai contributi dei gruppi parlamentari e altro ancora...

Eppure, pare impossibile, nonostante i tagli palazzo Madama si appresterebbe a battere ancora cassa. Ancora pochi giorni e il 30 settembre scade il termine entro il quale gli organi costituzionali devono presentare al Tesoro le richieste per la dotazione finanziaria del 2010. Una data importante, tanto più dopo gli ultimi appelli lanciati, alla vigilia di un autunno che potrebbe essere critico, non solo del capo dello Stato ma anche del cardinale Angelo Bagnasco: misura e sobrietà. Fino a due o tre anni fa gli stanziamenti degli organi costituzionali venivano adeguati con il giochetto del cosiddetto «pil nominale». Si prendeva cioè a riferimento la crescita economica prevista, che di norma era più o meno il doppio dell’inflazione, e ogni anno la dotazione cresceva di quel tot. In seguito, sull’onda delle polemiche, le pretese si ridimensionarono al «semplice » recupero dell’inflazione programmata. Come è stato fatto l’ultima volta. Poi la crisi economica ha cominciato a mordere davvero, al punto che se si fosse applicato stavolta il vecchio criterio del «pil nominale», gli stanziamenti sarebbero crollati del 5%. Una batosta insopportabile. Ma mentre Quirinale e Camera decidevano di rinunciare per i prossimi tre anni al recupero dell’inflazione programmata, dal Senato non è arrivato alcun segnale. Evidentemente palazzo Madama considera ancora valida la richiesta relativa al 2009, con un aumento della dotazione pari all’1,5% sia per il 2010 sia per i due anni successivi.

Il Tesoro dovrebbe così versare nelle casse della camera alta 527 milioni di euro contro i 519 del 2009. Per salire poi a 535 e 543 milioni nel 2011 e nel 2012. Qualche goccia nel mare immenso del bilancio statale. Ma talvolta basta qualche goccia a far traboccare il vaso. Soprattutto considerando che l’inflazione programmata è almeno il doppio di quella reale. Come si giustifica allora l’esigenza di maggiori risorse per otto milioni l’anno? Forse con il progetto di realizzare un nuovo canale televisivo digitale terrestre (oltre a quello satellitare già esistente) affidato a un comitato istituito il 29 luglio e coordinato dal questore Benedetto Adragna? O con l’idea, ben più fumosa, di impiantare una struttura medica interna con tanto di sala di rianimazione pur essendo palazzo Madama a un chilometro dall’ospedale Santo Spirito?

La verità è che l’andazzo seguito per anni è stato tale (nella legislatura 2001-2006 le spese correnti s’impennarono del 39% oltre l’inflazione) che la «macchina» lanciata verso costi sempre più folli va avanti per inerzia, a prescindere perfino dalla volontà di Schifani e dei questori. Tanto è vero che, non essendo mai stati cambiati sul serio certi automatismi del contratto interno, le retribuzioni e le pensioni dei dipendenti (che in molti casi possono ancora andarsene a 50 anni: tre lustri dopo la riforma Dini!) seguitano a crescere pesando immensamente di più che gli asciugamani. Dati alla mano: le pensioni medie variano dai 122 mila euro lordi l’anno per i commessi ai 325 mila euro per i funzionari.

Una domanda, tuttavia, meriterebbe risposte convincenti. Perché il Senato continua a chiedere soldi se ha depositati presso la filiale interna della Bnl, liquidi, 108,9 milioni di euro? Avete capito bene: 108,9 milioni. Da dove arrivano tutti quei quattrini è presto detto: palazzo Madama non spende, nella realtà pratica, tutti i soldi che ogni anno il Tesoro gli dà. Il bilancio si chiude infatti regolarmente con avanzi di cassa che non vengono restituiti all’Erario, ma si accumulano in banca. Lo stesso avviene, e in misura addirittura maggiore, per la Camera dei deputati, che ha già da parte qualcosa come 380 milioni di euro. Il «tesoretto del Parlamento», per usare la definizione data dal Sole24ore lo scorso maggio, avrebbe quindi raggiunto, secondo gli ultimissimi calcoli, circa 490 milioni. Il doppio dei fondi occorrenti per rimettere in piedi le strutture universitarie dell’Aquila e pagare le rette di tutti gli studenti.

La Camera si tiene stretti quei soldi con la giustificazione che alla scadenza degli onerosi contratti d’affitto degli uffici per i deputati nei «Palazzi Marini» (una quarantina di milioni l’anno) dovrà acquistare nuovi immobili. Ma il Senato, che gli edifici li ha già comprati e ha avuto dal Cipe anche i soldi per ristrutturarli? Ci si dirà che, con le procedure e le macchinosità attuali, è difficile restituirli, i soldi. Sarà… Eppure c’è un illustre precedente. Alla fine degli anni Novanta l’Antitrust, all’epoca presieduta da Giuseppe Tesauro, rese al Tesoro l’equivalente di una cinquantina di milioni di euro: erano gli avanzi delle dotazioni annuali che l’autorità non aveva speso. E che tornarono così nelle casse dello Stato. Certo, bisogna volerlo...

Sergio Rizzo Gian Antonio Stella
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Vecchio 26-09-09, 19:48   #112 (permalink)
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Tutto va ben, Madama la marchesa...


Comunque mi stupisco che Stella e Rizzo si stupiscano per gli avanzi di cassa del senato. In particolare il primo dovrebbe sapere che in molti consigli comunali della sua provincia di provenienza, dove per capirci un certo leghismo di riporto ha malamente tradotto il mito del grande nord nel mero culto per una burocrazia efficiente, ci si vanta di avere il bilancio in attivo a fine anno. Ma un comune non deve fare utili! Un comune, per poter sostenere in modo credibile di essere al servizio dei cittadini, dovrebbe come minimo chiudere con il bilancio a zero. Invece no, gli avanzi di cassa sono la norma, eppure non sfuggirà a nessuno che un sistema che opera per la redistribuzione, se si ritrova con delle risorse non distribuite, evidentemente non funziona. O perlomeno ha fatto male i conti.

Uno si chiede, ma dove finiranno quei soldi? Beh, in genere servono a finanziare la sagra di qualche erba di campo dimenticata da cui si ricava un imbevibile tonico per problemi di prostata, oppure servono per gli esperimenti di qualche architetto allucinato salvato dal vortice della metanfetamine con una bella assunzione all'ufficio urbanistico. Cose di questo genere, insomma.
L'identitario più incazzoso potrebbe rispondermi "meglio spesi così che dati ai terroni". In verità non ci vuol molto a capire che è la stessa identica cosa.
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Vecchio 27-09-09, 01:43   #113 (permalink)
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VIDEO CON PROBLEMI

(ANSA) – PALERMO, 26 SET – Alberto Acierno, ex parlamentare nazionale ed ex deputato all’Assemblea regionale siciliana, e’ stato arrestato a Palermo per peculato. E’ ai domiciliari. La Gdf ha accertato irregolarita’ nella gestione contabile della Fondazione Federico II, di cui Acierno e’ stato direttore generale. La Fondazione e’ finanziata con fondi dell’Assemblea regionale. Acierno si sarebbe appropriato di denaro della Fondazione, utilizzando per scopi personali carte di credito e somme per 100mila euro.
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Vecchio 29-09-09, 11:41   #114 (permalink)
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Predefinito Raffica di arresti per parassiti dell'Agenzia del taglieggiamento

All'Agenzia delle Entrate di Ostuni
raffica di arresti per concussione


La Gazzetta del Mezzogiorno on the web

BRINDISI - I militari della Guardia di Finanza hanno arrestato cinque dipendenti dell’Agenzia delle Entrate di Ostuni (Brindisi). Nei confronti degli arrestati, la Procura di Brindisi ha contestato i reati di concussione, falso in atto pubblico e rivelazione del segreto d’ufficio.

La concussione (parola che deriva dal latino "estorcere") è un grave reato commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio che si fa dare denaro o beni o un qualsiasi vantaggio anche non direttamente monetizzabile, approfittando della sua posizione.

Nel nostro ordinamento, il reato è disciplinato dall'articolo 317 del codice penale: "Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità e dei suoi poteri costringe o induce taluno a dare o promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni".
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Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)
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Vecchio 29-09-09, 15:38   #115 (permalink)
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Concussione è un termine che fa riecheggiare nella mia testa il dolce "tintinnav delle manette"..
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Vecchio 30-09-09, 11:49   #116 (permalink)
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Predefinito La minaccia della circoncisione globale

Goyim di tutto il mondo, unitevi!


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Mentre i liberal di tutto il mondo, che in itaglia trovano i loro referenti privilegiati nelle due cariatidi politiche Pannella-Bonino, si stracciano le vesti contro le mutilazioni genitali femminili, oltreoceano c'è qualcuno che pensa sia opportuno tagliare il prepuzio di tutti i neonati americani e raccomanda il mondo di seguire l'esempio.

Ethan Epstein, che a giudicare dal nome qualcosa di circoncisione dovrebbe saperne, spiega, se mai ce ne fosse il bisogno, perché si tratta di una follia.
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Vecchio 17-10-09, 14:05   #117 (permalink)
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Predefinito Rif: La minaccia della circoncisione globale

INTERNET
Finlandia, la banda larga è un diritto
Dal prossimo luglio 1Mbps a tutti i cittadini, anche quelli delle aree remote, e dal 2015 100Mbps


MILANO - Il governo finlandese ha approvato un provvedimento che sancisce il diritto legale alla banda larga. Come riportato dall’emittente nazionale Yle, a partire dal luglio 2010 tutti i cittadini avranno a disposizione almeno 1Mbps per le loro connessioni al web, ma i programmi del ministero delle comunicazioni di Helsinki sono ancora più ambiziosi: entro il 2015 la velocità di trasmissione dati raggiungerà i 100Mbps. È la prima volta che la banda larga – e presto quella larghissima – diventa un diritto sancito dalla legge.

DIGITAL DIVIDE - La decisione è storica nonostante la Finlandia sia già uno dei Paesi più irradiati dall’infrastruttura che porta Internet nelle case. Se per il 96 per cento degli abitanti la legge viene a sancire una realtà già attuale, il suo vero obiettivo è quello di superare definitivamente il digital divide includendo anche quei pochi – si parla di duemila abitazioni – che abitano in zone remote della nazione, ovvero in quelle aree a sicuro fallimento di mercato. Non vale la spesa per gli operatori l’interramento di cavi per chilometri nella tundra finnica a fronte di pochi abbonamenti, e infatti non l’avrebbero mai fatto se non fosse sopraggiunta questa storica decisione del governo.

DIRITTI, LEGGI E ITALIA - La legge è peraltro perfettamente coerente con uno dei Paesi tecnologicamente più all’avanguardia del mondo. In Finlandia infatti l‘industria high-tech è assai florida (con Nokia a trascinare il settore) e sull’innovazione si crede al punto da incentivare gli studi in materie scientifiche, regalando i primi due anni di università. Il paese di Linus Torvalds, l’iniziatore del sistema operativo open source più celebre ed efficace, Linux, diventa quindi il primo a considerare normale la connessione a Internet in banda larga. Altrove c’erano stati già tentativi analoghi, anche se non della stessa portata. In Francia nel giugno scorso la Corte Costituzionale ha dichiarato l’accesso a internet un diritto dell’uomo, in Estonia la dichiarazione del diritto si è avuta nel lontano 2000 e in Grecia un paragrafo della Costituzione indica chiaramente il diritto all’accesso all’informazione digitale, ma nessuno ancora aveva rinforzato a tal punto le dichiarazioni di principio. In Italia, invece, continuiamo a scivolare indietro nelle classifiche di sviluppo dell’infrastruttura, e dobbiamo sperare nelle promesse, finora disattese, l’ultima delle quali per voce del presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Franco Bassanini, impegnerebbe ingenti risorse per la realizzazione di una rete in fibra ottica.

Gabriele De Palma
15 ottobre 2009

Finlandia, la banda larga è un diritto - Corriere della Sera

Il commento
Ma chi paga l'ultralarga?
Garantire collegamenti a 100 mega significa fibra ottica ovunque. E questo richiede investimenti eccezionali...

La Finlandia vuol dare a tutti i cittadini il diritto alla banda larga. La notizia solleva grossi interrogativi e apre scenari inediti. Nel Paese nordico i cittadini non ancora connessi sono il 4 per cento. Da luglio 2010 saranno autorizzati a pretendere un collegamento a un megabit al secondo. Non è una gran velocità. Soddisfarli sarà possibile utilizzando le tecnologie di accesso attuali, soprattutto l’Adsl. L’Adsl, com’è noto, è un sistema che potenzia le prestazioni dei cavi tradizionali e qualcuno per questo l’ha chiamata «vitamina tecnologica».

E questa è la prima parte della notizia. Gli interrogativi maggiori riguardano la seconda. Si dice infatti che dal 2015 tutti i finlandesi avranno diritto a collegamenti a 100 megabit al secondo. Il salto di scala è in questo passaggio. La domanda infatti è: chi glieli darà? La banda ultralarga (a cento mega appunto) richiede collegamenti in fibra ottica fino alle case degli utenti. La fibra ottica costa moltissimo e richiede investimenti molto forti. In nessun Paese al mondo questi impegni sono stati sostenuti dai privati. E tra i grandi Paesi, solo il governo giapponese li ha finanziati, nella convinzione che la banda ultralarga sia un’infrastruttura chiave per il futuro del Sol Levante. Che cosa farà il governo finlandese? Obbligherà i privati a cablare? Ovvio che non può. Molto più probabile che Helsinki stia maturando la decisione di «fare come il Giappone», scaricando sui contribuenti beneficiari il costo dell’innovazione. Se così fosse, la Finlandia diventerebbe a tutti gli effetti il primo Paese «asiatico» d’Europa.

Fin qui le notizie che arrivano dal Nord. Al quale l’Italia assomiglia soltanto per il freddo che in questi giorni sta battendo il Paese. Il Cipe non ha neppure ancora approvato il finanziamento degli 800 milioni destinati a colmare il divario digitale tra zone tecnologicamente più e meno fortunate. Il governo, proteso com’è verso le altezze vertiginose di altre grandi opere, non ha forse il tempo di occuparsi di ciò che si muove sotto terra, dove passa la fibra ottica. Anche se porta al futuro.

Edoardo Segantini

17 ottobre 2009

Ma chi paga l'ultralarga? - Corriere della Sera
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Vecchio 17-10-09, 19:44   #118 (permalink)
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Merde, servi, maiali, teste di cazzo.

VIDEO CON PROBLEMI
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Vecchio 17-10-09, 19:59   #119 (permalink)
A raccattà i'cotone
 
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Influenza: 14 Cristo ha disabilitato la reputazione
Predefinito Rif: Grazie per aver deciso della mia vita [il 3d delle interferenze statali]

oddio teo, alla fine stiamo pur semopre parlando di uno che fa parte della macchina statale eh, mi pare una guerra fra bande, + che altro.
__________________
Credere che la prima cellula si sia formata per caso è come credere che un tornado, infuriando in un deposito di sfasciacarrozze, abbia messo insieme un boeing.
Cristo è offline   Rispondi Citando
Vecchio 17-10-09, 21:04   #120 (permalink)
teo
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Predefinito Rif: Grazie per aver deciso della mia vita [il 3d delle interferenze statali]

Avessi scritto: "Merde, servi, maiali, teste di cazzo! Giù le mani dal giudice Mesiano, w la Magistratura democratica!" potevi avere ragione. Io però mi sono limitato ad inveire contro la propaganda di regime, del giudice mi interessa poco.. Non si possono sentire i loro discorsi, sono veramente due molluschi. Peraltro ci sono, e sono la maggioranza, milioni di persone che formano le loro opinioni ascoltando merde come questi ed altri, con effetti disastrosi su tutti....
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