"Si guarda alla sostanza, non alla forma": esattamente, ha ragione Blondet.
La politica è uno scontro senza regole, richiamare alle regole è soltanto un'ipocrisia, un mezzo, delle 'regole' non frega niente a nessuno. I compagni si indignano quando non si rispettano le scadenze per le liste e fanno l'indulto perchè 'mancano le carceri', sono giustizialisti con Berlusconi ma i 'compagni che sbagliano' vanno perdonati e gli albanesi poverini rubano perchè hanno fame. Quando si tratta delle regole contro l'immigrazione clandestina allora ci si può sputare.
Quando si tratta di formalismi democratici invece (che non hanno alcuna validità assoluta, come lo stesso stato democratico d'altronde) eccoli che si indignano, ma in realtà credete che gli importi qualcosa delle regole, o è soltanto una critica strumentale? Da destra si rimprovera le liste in ritardo con un "dilettanti" e si accusa di complotto, da sinistra si richiama alle regole.
Si sarebbero potute invertire le parti perfettamente se fosse stata una lista di sinistra a non rispettare le scadenze. La 'destra' avrebbe richiamato al rispetto delle leggi, e la sinistra avrebbe gridato alla tirannia di Berlusconi che vuole distruggere il confronto democratico, mentre qualcuno timidamente si sarebbe rimproverato con un "dilettanti".
Cosi' è normale che sia. Cosi' funziona lo scontro demagogico in democrazia: sono solo sofismi per adulare le masse e combattere l'avversario con i mezzi che si hanno a disposizione.