Studiare l’escatologia elettorale per capire dove si nascondono i cattolici ipocredenti
Il Foglio, 2 Febbraio 2010
di Camillo Langone
Confidavo nella solita rassicurante campagna scatologica, a base di candidati fetenti e colpi bassi, eccomi invece precipitare verso l’incandescenza di elezioni escatologiche. Speravo di potermi limitare a chiosare pigramente il folclore democratico, ammesso si possa catalogare come folcloristico il sodomita patentato e orecchinato Nichi Vendola che si permette di rovesciare le accuse di “impudicizia e indecenza” addosso a Berlusconi, colpevole di amare gli stessi “seni come cerbiatti”, i “seni come grappoli d’uva” che ama l’autore biblico e che amo io. Speravo di trovare la forza di prendere non so quanti treni per andare a trovare Magdi Allam e dirgli di non scaldarsi troppo che non ne vale la pena, i lucani contemporanei sono tra i meno prolifici del pianeta e i più televisivi d’Italia, moribondi simili non sanno che farsene dell’entusiasmo di un convertito, vogliono solo pensioni e divani. Speravo soprattutto di parlar d’altro, di scrivere d’altro, di cominciare un nuovo libro stavolta né religioso né politico bensì spensierato, dolce, romantico. Il sogno si è infranto quando ho cominciato a leggere l’inchiesta di Marianna Rizzini fra i cattolici del Lazio, una serie di articoli che ormai mi tiene sveglio la notte. Mi sento come Salvatore Quasimodo durante la Seconda guerra mondiale. Ve lo ricordate? “E come potevamo noi cantare / con il piede straniero sopra il cuore…”. Oggi non ci sono morti abbandonati nelle piazze né figli crocifissi sui pali del telegrafo ma non riesco a scrivere nulla di frivolo perché il piede straniero è sopra il cervello: questa settimana la classifica della saggistica (sarebbe meglio chiamarla stoltistica) è capeggiata da un libro di Vito Mancuso lanciato nel programma di Fabio Fazio.
Fazio non inviterà padre Livio Fanzaga a presentare “
I segreti di Medjugorje” (Piemme). L’animatore di Radio Maria, la Radio Londra dei nostri giorni, la voce della resistenza cattolica al nichilismo, si colloca agli antipodi di chi nega il peccato originale. In questo suo nuovo libro il peccato è onnipresente, il Male si scrive con la M maiuscola e chiaramente l’inferno è pieno (seguendo perciò l’insegnamento non dei teologi mondani ma dell’unico maestro che in Matteo 25, 41 grida sdegnato: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno”). Fazio forse fa bene a non invitarlo perché un pubblico che ride con la Littizzetto, con padre Livio che fa? Ghigna e si tocca, siccome gli atei sono volgari e superstiziosi. Il sacerdote lombardo dovrebbe raccontare fra i risolini che la Madonna ha comunicato ai veggenti di Medjugorje dieci segreti (due ammonimenti, un segno e sette castighi) che realizzandosi costituiranno “un estremo appello alla conversione”, il momento in cui l’umanità “verrà divisa in credenti e non credenti”. Non è l’annuncio della fine del mondo, per fortuna o purtroppo. Io personalmente sarei per sbaraccare subito, a me sembra che il mondo quello che poteva dare lo ha dato (ad esempio la lingua italiana anche campasse altri mill’anni non credo che riuscirebbe a partorire un nuovo Dante, se bisogna tirare avanti solo per scoprire che cosa pubblicheranno in futuro Nanni Balestrini e Maurizio Cucchi tanto vale piantarla lì). Ma non sono io a decidere. Quello di Medjugorje è semplicemente, semplicemente si fa per dire, l’annuncio di un periodo di prove, durante il quale emergerà con estrema nettezza il ruolo del “piccolo gregge dei credenti forti”. Padre Livio riprende Matteo 24 (”Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti. Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato”) e Paolo VI (”Se anche accadesse che nella chiesa si affermasse un pensiero non cristiano, tuttavia sussisterà sempre un piccolo gregge, piccolo ma fedele, che non verrà mai cancellato”).
Profezie abbondantemente inveratesi dalla Tuscia al Garigliano, come raccontato da Marianna. Parlando di “credenti forti” padre Livio conferma l’esistenza di una categoria che ho identificato da qualche tempo, quella degli “ipocredenti”, gli aderenti al cattolicesimo chitarristico e parrocchiale, affezionatissimi alla comunione nella mano, alle candele elettriche e alle sedie che negano la Presenza Reale (in verità spadroneggianti non solo nelle desolate periferie e nel desolato Sud ma perfino in illustrissimi chiesoni turistico-romani, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, eccetera). I segreti di Medjugorje, dieci come le piaghe d’Egitto e già questo dovrebbe inquietare, al momento sono segreti altrimenti non si chiamerebbero così: verranno annunciati all’umanità tre giorni prima degli eventi, con una tempistica inedita, forse studiata per evitare la confusione che ha segnato la storia dei segreti di Fatima, sui quali ho letto il libro di Antonio Socci ma lo stesso non ci ho capito niente. Le modalità di annuncio (queste sì svelate nel dettaglio dal direttore di Radio Maria) fanno pensare che la Madonna non si fidi più tanto del clero e abbia deciso di scavalcare i vescovi puntando sul piccolo gregge raccolto intorno al suo santuario balcanico, “il centro spirituale del mondo” come disse Giovanni Paolo II. Il cristianesimo del futuro è mariano, ovvio, mariano e anti-anticristico. Padre Livio spiega che “l’Anticristo si afferma anche perché una parte della chiesa non è fedele al Vangelo e si presta ai piani del Maligno”, ecco perché sono assolutamente certo che Fazio non lo inviterà nel suo programma. Non potrebbe farlo nemmeno se lo volesse: in televisione, durante la campagna elettorale, al di fuori degli spazi appositi non è consentito nominare Emma Bonino.
Camillo Langone
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