__________________ Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)
Voto in Germania, vince la Merkel
Spd tracolla, mai così male dal '49
dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
BERLINO - Angela Merkel vince, i suoi potenziali alleati liberali (Fdp) del giovane moderno intellettuale gay Guido Westerwelle trionfano, la Spd tracolla. Quasi vent'anni dopo la caduta del Muro di Berlino, la Germania sceglie di mantenere al potere la cancelliera, la "donna più potente del mondo", ma con un chiaro mandato: svolta conservatrice-moderata, nuova coalizione di centrodestra con i liberali, rottura della Grosse Koalition con la Socialdemocrazia che ha governato la prima potenza europea per i quattro anni dell'ultima legislatura. Ma il risultato è venuto con una partecipazione bassissima al voto, forse la più bassa in sessant'anni di democrazia.
"Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo di ottenere una maggioranza stabile in grado di formare un governo con i liberali", ha commentato Merkel, che tuttavia ha precisato di voler essere "la cancelliera di tutti i tedeschi". "L'importanza è una maggioranza stabile" ha aggiunto, poi ha detto di aver parlato al telefono con Westerwelle. Ma "la felicità stasera prevale", ha concluso.
Secondo proiezioni ed exit poll diffusi con grande velocità dalle reti tv pubbliche Ard e Zdf pochi istanti dopo la chiusura dei seggi alle 18, la Cdu di Angela Merkel e il suo partito-fratello regionale bavarese Csu ottengono il 33,5%, perdendo appena l'1,7%. I liberali volano al 15% (più 5,2%). I due partiti del campo moderato quindi ottengono rispettivamente 229 e 95 seggi, cioè sommati 324 seggi sui 598 del Bundestag, il Parlamento federale. Hanno quindi una confortevole maggioranza anche senza mandati supplementari, quelli che si assegnano quando il candidato locale d'un partito ha voti in eccesso di riporto più dei voti allo stesso partito sul posto ma da assegnare alla lista nazionale.
Esultanza, giubilo, champagne e birra a fiumi, grida entusiaste di "Angie, Angie", hanno salutato i primi risultati alla Konrad-Adenauer-Haus, la sede della direzione cdu. Si attende un messaggio della Cancelliera. Musi lunghi e scoramento invece alla Spd, che perde ben l'11,7% e cala al 22,5% dei voti, appena 143 seggi. La Linke (sinistra radicale, cioè i postcomunisti dell'est e Lafontaine) cresce del 3,3%, quindi supera il livello del 10 e sale al 12,5%. Avrà 90 seggi, è la nuova terza forza del paese. Salgono anche i Verdi del 2,4% al 10,5% ma cedono appunto alla Linke il ruolo di terza forza e di motore nuovo della sinistra.
Angela Merkel quindi ha vinto la sua scommessa, ha avuto dagli elettori un voto chiaro per una stabile maggioranza, come aveva chiesto l'ultima volta al suo comizio finale ieri a Berlino. Per l'Europa, gli Usa, Russia, Cina e India è un segnale di continuità nella politica estera tedesca. Ma il grande trionfatore è il giovane Guido Westerwelle, che a questo punto ha in pugno tutti i titoli per chiedere l'incarico di vicecancelliere e ministro degli Esteri. E'convinto europeista, vuole una linea tollerante e multiculturale, l'integrazione degli immigrati, è favorevole all'ingresso della Turchia nella Ue.
Per la Spd, il più antico partito della sinistra europea, è il peggior risultato storico, una Stalingrado senza appello. Preannuncia un terremoto al vertice, la leadershi moderata e riformatrice del ministro degli Esteri uscente e candidato cancelliere Frank Walter Steinmeier e del finora ministro delle Finanze Peer Steinbrueck esce a pezzi. Si fa già avanti il borgomastro-governatore di Berlino Klaus Wowereit (che già governa la città-Stato insieme alla Linke) e chiede un rinnovamento, alludendo a una svolta a sinistra. In ogni caso, il tracollo della Spd è una sconfitta per tutte le sinistre europee. Dopo quella del Ps francese contro Sarkozy, dopo quella annunciata del Labour di Brown contro i Tories di Cameron nel Regno Unito, dopo mille altre batoste: tempi duri per i partiti progressisti nella Ue. Ma a Berlino diversamente che altrove il centrodestra è moderno, democratico ed europeista senza riserve, non vince facendosi forte con conflitti d'interesse né intimidendo i media. E la conservatrice Cdu-Csu ha da sempre un buon rapporto anche con i sindacati tedeschi, i più forti del mondo.
Bene, un governo CDU-liberali si spera riuscirà a fare delle riforme economiche che imporranno anche ai paesi lassisti di stare al passo.
Il sistema elettorale tedesco stavolta pare aver dato luogo a un'ottima coalizione
__________________ Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"
Ma il grande trionfatore è il giovane Guido Westerwelle, che a questo punto ha in pugno tutti i titoli per chiedere l'incarico di vicecancelliere e ministro degli Esteri. E'convinto europeista, vuole una linea tollerante e multiculturale, l'integrazione degli immigrati, è favorevole all'ingresso della Turchia nella Ue.
Te lo dico subito , l'articolo è di Repubblica e questo spiega tutto , l'interpretazione che dà di Westervelle è forzata , figurati se i tedeschi gli han consegnato il 15% perchè vuole una Germania multietnica e la Turchia in Europa.
I Liberali hanno vinto per il loro messaggio anti-statalista , vogliono ridurre le tasse ed il welfare che di fatto è sempre più parassitato dagli immigrati , turchi in primis.
__________________ PADRONI A CASA NOSTRA LAVORARE-STUDIARE-COMBATTERE PER UCCIDERE TUTTI I PESCI BISOGNA PRIMA SECCARE IL MARE
Te lo dico subito , l'articolo è di Repubblica e questo spiega tutto , l'interpretazione che dà di Westervelle è forzata , figurati se i tedeschi gli han consegnato il 15% perchè vuole una Germania multietnica e la Turchia in Europa.
I Liberali hanno vinto per il loro messaggio anti-statalista , vogliono ridurre le tasse ed il welfare che di fatto è sempre più parassitato dagli immigrati , turchi in primis. Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete
Certo che l'interpretazione di Repubblica è forzata, così come è senz'altro vero che la vittoria dei liberali è stata determinata in primis dal loro messaggio antistatalista.
Tuttavia è palese che il centrodestra tedesco è molto diverso da quello italiano. Sia per le politiche in agenda che per lo stile. E di queste differenze mi farebbe piacere che se ne discutesse tra noi senza imbarazzo.
__________________ Se la natura e l'uomo non fossero conservatori sarebbero già scomparsi dall'universo - Fausto Gianfranceschi
Te lo dico subito , l'articolo è di Repubblica e questo spiega tutto , l'interpretazione che dà di Westervelle è forzata , figurati se i tedeschi gli han consegnato il 15% perchè vuole una Germania multietnica e la Turchia in Europa.
I Liberali hanno vinto per il loro messaggio anti-statalista , vogliono ridurre le tasse ed il welfare che di fatto è sempre più parassitato dagli immigrati , turchi in primis. Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete
Certamente che è così: da una parte l'FDP ha fatto campagna elettorale sul tema dei sussidi, che per lei andrebbero limitati , sull'innalzamento della soglia di reddito minima per l'esenzione fiscale, e sull'abbassamento delle tasse.
Dall'altra parte, la CDU si è espressa a chiare lettere contro la Turchia in Europa, e la sua alleata CSU ha fatto leva sull'identità cristiana della Germania contrapposta a quella islamica.
Insomma, quell'articolo non ha nè capo nè coda, del resto si tratta di repubblica.
D'altronde parliamo di un paese in cui la legge sull'immigrazione è già più restrittiva che da noi (per es. hanno il reato di immigrazione clandestina che prevede addirittura la detenzione nei cpt a tempo INDETERMINATO, per es. hanno limiti al diritto d'asilo e ai ricongiungimenti familiari, ecc....).
Parliamo anche di un paese in cui la maggioranza del Parlamento (quindi col consenso della spd) ha approvato una modifica alla Costituzione che per il futuro vieta ai governi tedeschi di aumentare il debito pubblico di oltre lo 0,35% annuo...
Parliamo dunque di un paese profondamente diverso dall'itaglia lassista e buonista.
__________________ Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"
Giovanni Boggero
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Nel silenzio tombale dei media italiani, domani la Germania vota. L’esito si dice sia scontato. La signora Merkel verrà riconfermata Cancelliere. Poco importa con chi governerà. “Keine Experimente”, recitava un antico manifesto elettorale di Adenauer. Anche oggi, nel 2009, i tedeschi non vogliono esperimenti. La crisi è profonda, la signora Merkel è una guida apprezzata e rassicurante, l’incarnazione della “force tranquille“, se dovessimo prendere a prestito un altro celebre slogan del passato. Si continuerà, dunque con la politica dei piccoli passi. Anche sulla scorta di quanto scriveva Dirk Friedrich in un precedente contributo, è infatti probabile che nei prossimi anni la Cancelliera manterrà la barra del timone sempre ben dritta. Riforme epocali o cambiamenti radicali rispetto alla passata legislatura non ve ne saranno. A parte una minuscola sforbiciatina alle tasse e qualche altra operazione gattopardesca, non c’è da aspettarsi nulla di così eclatante da una donna che si è innamorata del consenso e ha sapientemente imparato a controllarlo. Nemmeno se il leader dell’FDP Westerwelle, tradizionalmente additato come pericoloso neoliberista, dovesse riuscire ad entrare nella stanza dei bottoni. Nella notte della crisi tutti i politici sono neri. Gli angoli si smussano, le differenze programmatiche si sfumano e il tasso di liberalismo evapora. Così accade anche in Germania, dove sotto il manto rassicurante dell’economia sociale di mercato si continua in realtà a picconare e tradire la lezione di Erhard e Röpke.
__________________ Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"
Guido Westerwelle è il re Mida della politica tedesca. Negli anni Novanta, quando divenne segretario generale del suo partito, i liberali (Fdp) vegetavano come alleati di Helmut Kohl, con una percentuale di consensi intorno al 6 per cento. Nel 2002, dopo la sua nomina a presidente, l’Fdp raggiunse il 7,4. Alle elezioni del 2005 sfiorò il 10 per cento e oggi i sondaggi lo danno al 15. I liberali sono la terza forza politica tedesca e vengono corteggiati dal centrosinistra e dal centrodestra come unica via d’uscita dalla Grande coalizione. Ed è Westerwelle a dettare le condizioni e a rompere il consenso politico dominante sui temi economici, ambientali ed europei. Obiettivo: trasformare i liberali nella nuova forza politica di centro in grado di salvare gli ideali del liberismo, in un’economia dominata sempre più dallo stato.
I governi avviano piani miliardari per sostenere l’economia, le banche vengono nazionalizzate, molti invocano regole stringenti per i mercati. Lei invece chiede drastici tagli delle tasse per uscire dalla crisi. Si sente l’ultimo dei neoliberisti?
Noi siamo per un’economia sociale di mercato, nella quale lo stato fissa le regole e i mercati possono svilupparsi liberamente. La storia ha insegnato che l’economia pianificata è destinata a fallire, come anche quella completamente priva di regole.
È deluso da Angela Merkel, che si diceva contraria a interventi pubblici di sostegno all’economia mentre ora ha varato un piano da oltre 50 miliardi di euro?
I cristianodemocratici assomigliano sempre più ai socialdemocratici. Una grande crisi ha bisogno di grandi risposte. Questi piani sono un miscuglio di tante piccole iniziative, si spende un po’ qua e un po’ là. Ci vorranno anni per ripagare questi debiti miliardari, dei quali nessuno conosce gli effetti. Sarebbe invece il momento giusto per introdurre un sistema tributario più equo. La riforma fiscale è la madre di tutte le riforme. Solo quando il lavoro e il profitto sono meno tassati si creano dinamismo, crescita, benessere e occupazione.
Come vede l’ipotesi di un governo tra liberali e cristianodemocratici?
Una maggioranza di centro sarebbe la cosa migliore. E visti gli ultimi risultati elettorali nelle regioni è possibile. L’alternativa sarebbe una coalizione tra verdi, socialdemocratici e comunisti, che dobbiamo assolutamente scongiurare.
Viste le posizioni del suo partito in materia economica, Merkel potrebbe, però, favorire una riedizione della Grande coalizione.
Può darsi che taluni all’interno della Cdu e dell’Spd spingano per questa scelta, ma a decidere sono gli elettori. Molti sono delusi dalla svolta statalista di Merkel, dall’avvicinamento dei socialdemocratici ai postcomunisti, dalla perdita di pragmatismo dei verdi, e puntano sul nostro partito. È soprattutto la classe media, dissanguata dalle tasse, a punire i partiti della Grande coalizione.
Il suo grande avversario rimane il partito dei verdi (Grünen), che pesca nello stesso bacino elettorale dei liberali: i benestanti che vivono nelle aree metropolitane.
L’epoca dei verdi è finita. Sono i liberali il vero movimento innovativo della Germania, che coniuga le esigenze economiche con quelle dell’ambiente, della giustizia sociale, dei diritti civili. I verdi sono contrari sia alle centrali nucleari sia a quelle a carbone, ma non ha senso importare energia prodotta negli impianti atomici insicuri e antiquati dell’Europa dell’Est o dipendere solo dal gas russo.
Se entrate al governo lei sarà ministro degli Esteri?
Non l’ho mai escluso. Nella politica estera bisogna di nuovo accentuare l’obiettivo del disarmo. Sono molto ottimista sul fatto che la nuova amministrazione americana di Barack Obama, Joe Biden e Hillary Clinton favorisca questo processo, puntando su un nuovo modello di cooperazione con l’Europa e mettendo da parte l’unilateralismo della guerra in Iraq.
Come vede il futuro dell’Europa?
Non posso immaginare gli effetti che avrebbe l’attuale crisi economica senza l’Unione Europea e una moneta unica robusta e apprezzata come l’euro. L’Europa è un’unione di valori e di paesi che si oppongono allo spirito antiliberale e a rigurgiti antidemocratici, come il fondamentalismo religioso.
Vent’anni fa è caduto il Muro di Berlino. Com’è cambiata la Germania?
La Germania è oggi più aperta, tollerante e moderna: anche questo è un merito dell’unificazione. È stata una fortuna per la Germania e per l’Europa che il Muro sia caduto. L’Europa occidentale non era completa. Con Budapest, Praga o Varsavia lo è.
Come politico omosessuale è vittima di pregiudizi?
A volte capita di imbattersi nei pregiudizi di persone che evidentemente sono insoddisfatte della loro vita. Ma oggi conta più quello che un politico fa al lavoro, molto meno chi ama nella sua stanza da letto.
Certo che l'interpretazione di Repubblica è forzata, così come è senz'altro vero che la vittoria dei liberali è stata determinata in primis dal loro messaggio antistatalista.
Tuttavia è palese che il centrodestra tedesco è molto diverso da quello italiano. Sia per le politiche in agenda che per lo stile. E di queste differenze mi farebbe piacere che se ne discutesse tra noi senza imbarazzo. Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete
Beh in Germania tutto è diverso dall'Italia , anche i sindacati , anche i Verdi , che non sono contrari a tutto a prescindere come da noi.
Berlusca resta un'anomalia in Occidente , sarebbe inaccetabile in qualiasi altro paese , l'unica nota positiva è che la sua anomalia compensa l'altra anomalia di questo paese strano , quella sinistroide che domina nella stampa , nelle università , nella magistratura e nel sindacato (ora un pò di meno...).
Anch'io vorrei un PDL più moderno , davvero liberalizzatore , più laico (non immigrazionista perchè non credo nell'eguaglianza razziale e i paesi multietnici sono destinati al conflitto sociale , vedi gli USA specie con California Florida etc)
però c'è lui , ed infatti non lo voto
comunque Silvio una cosa in comune coi liberali tedeschi ce l'ha , vuole la Turchia in Europa
Grazie Novis per le info.
__________________ PADRONI A CASA NOSTRA LAVORARE-STUDIARE-COMBATTERE PER UCCIDERE TUTTI I PESCI BISOGNA PRIMA SECCARE IL MARE
Onestamente Westerwelle e i liberali del FDP mi convincono molto poco. Mi sembra di avere a che fare con un Capezzone, il che non è certo esaltante.
La CDU è spostata più a sinistra in economia (e la cosa non mi fa poi perdere il sonno), ma è senz'altro più social conservative di questo partito che è liberale e modernista.
Io un politico che fa sfoggio della propria omosessualità non lo voterei mai. E il fatto che i democristiani tedeschi, al riguardo, non abbiano battuto ciglio dimostra come la CDU sia diventata di fatto un partito post-cristiano.
__________________ Se la natura e l'uomo non fossero conservatori sarebbero già scomparsi dall'universo - Fausto Gianfranceschi