In una nota diffusa nel fine-settimana dal Cairo, i 22 paesi della Lega Araba ribadiscono che l'azione della Cpi "ostacola gli sforzi arabi e africani per promuovere il processo di pace in Sudan"
La Lega Araba ha definito inaccettabile la recente decisione dei magistrati d'Appello della Corte penale internazionale (Cpi) di riaprire il procedimento contro il presidente sudanese, Omar Hassan el Beshir, per "genocidio". In una nota diffusa nel fine-settimana dal Cairo, i 22 paesi della Lega Araba ribadiscono che l'azione della Cpi "ostacola gli sforzi arabi e africani per promuovere il processo di pace in Sudan".
L'agenzia di stampa Misna riferisce che l'organismo panarabo avrebbe convocato una riunione straordinaria interamente dedicata al Darfur che si terrà il 14 febbraio a el-Fasher, capitale del Nord Darfur. E' proprio qui, in uno dei tre stati che compongono l'omonima regione occidentale sudanese, che dal febbraio 2003 un conflitto interno sta provocando una grave crisi umanitaria. La critica della Lega Araba si unisce a quella dell'Unione Africana, che venerdì aveva definito dannosa per la pace l'ultima decisione della Cpi sulla vicenda Beshir. Il giorno prima che i magistrati della Corte penale internazionale si esprimessero sulla possibilità di valutare nuovamente un'incriminazione per genocidio del presidente Beshir, Unione Africana e Lega Araba avevano anche proposto un emendamento allo Statuto di Roma, atto costitutivo della Cpi, chiedendo un ruolo dell'Assemblea generale dell'Onu (e non solo del più ristretto Consiglio di sicurezza) nelle questioni della Corte. Unione Africana, Lega Araba e Movimento dei paesi non allineati hanno da sempre giudicato inopportuno il procedimento giudiziario avviato dalla Cpi contro il presidente sudanese in carica proprio in un momento così delicato della storia sudanese come quello attuale. Tante le questioni aperte: i colloqui di pace per il Darfur, le elezioni presidenziali ad aprile e il referendum sull'autonomia del Sud il prossimo anno. Si tratterebbe infatti di un processo più dettato da logiche politico-economiche di alcune potenze internazionali che da una vera volontà di giustizia. Le accuse della Cpi, secondo questi organismi sovranazionali, rischiano di far saltare la delicata situazione sudanese.
PeaceReporter - Sudan, Lega Araba definisce inaccettabile decisione Cpi di riaprire procedimento contro Bashir