Forse Fusaro è confuso (e se non mandasse "messi, cavalli, cani ed un somaro per annunciare la morte di Renato Curcio, il carbonaro" gliene sarei grato) riguardo a Lenin, Althusser, e ci metto dentro anche il mio buon amico Lukacs (gli ultimi due talmente criticati a sproposito da chiunque da dimenticarne la storia travagliata; la ricordo io alle amiche ed amici ascoltatori. Lukacs ha evitato la fine di Karl Korsch solo perchè era molto più avveduto, ed ha potuto continuare "liberamente" la propria opera solo perchè si è autocensurato dopo che non tanto diplomaticamente qualche saccente del PCUS - non faccio nomi per disprezzo di certi morti - ha definito il suo "Storia e coscienza di classe" un libro idealistico da non pubblicare presso i cosiddetti "partiti fratelli" Ha preferito cospargersi il capo di cenere di fronte all'avanzare del fascismo mondiale, ritendendo che la propria battaglia avrebbe potuto essere meglio combattuta dall'interno del Komintern e non da recluso come Korsch. Althusser ha finito i suoi giorni da sepolto vivo, dopo che si è coscientemente posto contro lo stalinismo di ritorno mascherato dal famigerato esistenzialismo di Sartre, sbattendo in faccia a tutti i dogmatici dei PC di non aver capito un'acca di Marx e non senza fondate ragioni. Dopo aver strangolato la moglie ha dovuto subire l'infamia di un cattedratico "pezzo di merda funzionario dello stato" (per riprendere il Marx delle Teorie sul Plusvalore) che si è permesso di aprire l'anno accademico francese dicendo: ve l'avevo detto che quella era una filosofia omicida! Entrambi hanno difeso a loro modo la filosofia, l'hanno fatto annunciandone la prossima morte, capisco che i becchini non facciano tenerezza ai diretti interessati, ma tant'è. La difesa della filosofia la si fa uccidendola nella prassi comunista che genererà una Scienza Totale senza bisogno di discipline; spero sia chiaro? Come potrei odiare la filosofia io che mi becco costantemente del revisionista perchè mi nutro da quei 2 compagni e che studio continuamente altri compagni - che non mi risulta fossero muratori o tornitori - come Lefebvre, Mattick, Grossmann, Mandel, Rosdoslky, Bettelheim, Gramsci, Bordiga, Luxemburg, Bucharin, Lenin ... e potrei continuare quasi all'infinito). Evidentemente il buon Fusaro vive già nel comunismo dove non c'è divisione del lavoro; buon per lui (capita di essere abbagliati dalla propria poltrona, strano perchè non ricordo di averne viste di così luccicanti all'Università); se Ti pensi che possa pensare anche solo lontanamente di offendere un essere virtuale, stai proprio inguaiato, con così poco poi? So fare molto di meglio, ma mi tengo questi assi nelle maniche per quando sono al lavoro e mi tocca parlare coi "padroni" (hai presente quelli che licenziano? Quelli che ti discriminano? Ecco quelli esistono ancora, certo non in Facoltà, ma nei luoghi di lavoro sì); perciò non considerarti tanto importante da meritare un mio insulto, sarebbe fatica (mia) sprecata. Ti qualifico come borghese in quanto ne fai parte; confondi ancora le categorie di proletariato e borghesia con quelle di povero e ricco? O le confondi con le categorie per nascita? Io sono nato proletario, avrei potuto diventare un borghese (e viceversa); Marx è nato borghese ed è morto proletario (cazzo che sconvolgente rivelazione!). C'è sempre dello strano meccanicismo nelle tue tesi Fusaro, io guardo sotto, non guardo da sopra come fanno i filosofi, io guardo dentro perchè star sopra le cose è il miglior modo per non starci dentro (Hegel); non è così difficile da capire per chi si considera erede di Marx capire che Marx stesso aveva smesso d'essere un borghese nel momento in cui ha abbracciato anima e corpo la causa del proletariato (è la divisione del lavoro che non ti fa capacitare di queste contraddizioni? Strano vero che i grandi teorici del proletariato fossero tutto tranne che operai? No, normale. Si chiama mediatezza della scienza in una società reificata).
Sul leninismo che usa gli stessi schemi da 90 anni neppure voglio rispondere. Non mi metto a fare questi giochi da ragazzino alla mia età. Se pensi di star parlando con un militante di Lotta Comunista o via sputtanando ti sbagli (ma non conoscendomi non è una colpa); io di sicuro non mi considero all'altezza di Lenin o di Trotsky, ma non ho la tua presunzione di confonderli con i loro epigoni. Lenin non è il leninismo e Trostky non è il pablismo, bada bene. Mi tocca ancora appellarmi ad Althusser e Lukacs: il primo si è dichiarato fiero di dover difendere di fronte agli innovatori il leninismo in quanto teoria del partito; il secondo si è dichiarato fiero di definirsi un marxista ortodosso perchè quello non implicava essere un dogmatico (ah ....... quante differenze, d'altronde è la filosofia no?). Non mi è mai piaciuto citare autorità perchè mi puzza di tribunale, e le persone con gli indici più lunghi dei medi non li sopporto; quindi d'ora in poi tacerò (nel massimo del possibile) sui nomi.
Sull'interpretazione di Marx. Per carità sei liberissimo di interpretare tutto quello che vuoi; del resto se c'è chi l'ha definito un teorico dell'anarchismo ... come dire .... non c'è limite al peggio. Tirarlo dalla propria parte è già sinonimo di essere degli sconfitti perciò ne sono addirittura felice. Puoi cercare di interpretarlo come meglio credi (in questo sta proprio il grossissimo errore di alcune tesi althusseriane peraltro), ma come diceva uno con la barba a cui non piaceva l'acqua: "no one here gets out alive"; capito il senso? Il discrimine per la corretta teoria non sta nella teoria, ma nella prassi, e per un filosofo non dovrebbe essere difficile arrivarci, altrimenti che dire di scienze rigorosamente coerenti che avevano il piccolo inconveniente di essere prive d'oggetto? Non sta in Marx la sua interpretazione, sta nel processo che porta al comunismo.