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Vecchio 01-10-09, 20:59   #5 (permalink)
Dimitri Oblomov
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Predefinito Rif: Il valore supremo dell’esempio

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Originariamente Inviato da Florian Visualizza Messaggio
28/9/2009 - IL VIAGGIO IN REPUBBLICA CECA

L'appello del Papa: "C'è bisogno
di governanti credenti e credibili"



PRAGA. Oggi c’è bisogno di responsabili politici «credenti» e «credibili», dediti «non al proprio interesse egoistico, bensì al bene comune». Papa Benedetto XVI ha lanciato stamani questo appello da Stara Boleslav, una trentina di chilometri da Praga, dove ha reso omaggio, con una messa di popolo in una spianata all’aperto, a San Venceslao, il re boemo buono e generoso ucciso per motivi politici nel 935 e divenuto patrono della nazione ceca. Oggi è la sua ricorrenza liturgica e festa nazionale.

Davanti a 20-30 mila persone, perlopiù giovani accampati da ieri sera per un pellegrinaggio in onore del loro eroe-patrono, Benedetto XVI ha chiesto ai governanti di oggi di seguire l’esempio di San Venceslao. «Egli - ha spiegato - è modello di santità per tutti, specialmente per quanti guidano le sorti delle comunità e dei popoli». Il Papa ha constatato con rammarico che nella società moderna si ricerca soprattutto «il successo terreno» e «la gloria degli uomini». «Il secolo passato - ha tuttavia ricordato - ha visto cadere non pochi potenti, che parevano giunti ad altezze quasi irraggiungibili. All’improvviso si sono ritrovati privi del loro potere». Solo apparentemente, ha ammonito, chi nega Dio e «di conseguenza non rispetta l’uomo, sembra avere vita facile e conseguire un successo materiale». «Ma basta scrostare la superficie - ha detto - per constatare che, in queste persone, c’è tristezza e insoddisfazione».

«C’è oggi bisogno di persone - ha ripetuto più volte - che siano credenti e credibili, pronte a diffondere in ogni ambito della società quei principi e ideali cristiani ai quali si ispira la loro azione. Questa è la santità, che spinge a compiere il proprio dovere con fedeltà e coraggio, guardando non al proprio interesse egoistico, bensì al bene comune, e ricercando in ogni momento la volontà divina». L’esempio di San Venceslao, ha proseguito, «incoraggia chi si dice cristiano ad essere credibile, cioè coerente con i principi e la fede che professa. Non basta infatti apparire buoni e onesti; occorre esserlo realmente».


L'appello del Papa: "C'è bisogno di governanti credenti e credibili" - LASTAMPA.it
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Ma sei sempre tu quello che ha scritto questa roba qua?


link alla discussione: http://forum.politicainrete.net/403079-post39.html



Citazione:
Ma che centra San Paolo con la dottrina del vero Stato? D'accordo, siamo tutte persone, ma a differenza di un prete il legislatore ha il dovere di privilegiare lo status delle proprie persone a quelle altrui. E questo è il motivo per cui legislatori e preti sono spesso in disaccordo.

La Chiesa è cattolica, ovvero universale, dunque necessariamente avversa ad uno Stato nazionale che in quanto tale privilegia ciò che è particolare. Il desiderio del Vaticano, di abbracciare "tutto il mondo" - prima con con la Parola di Cristo, poi con la lingua, quindi con la cultura e infine con la politica - è il mio incubo.
Liberalismo, per me, significa pretendere di essere "cittadini del mondo", che è la traduzione sul piano laico del cristiano: "siamo tutti figli di Dio". In questo senso è incontrovertibile la tesi che vuole il cristianesimo battistrada del liberalismo ed è ragionevole supporre che entrambi conducano inevitabilmente all'utopia del socialismo libertario.

Io, di destra, sono al contrario per una sovranità dei singoli popoli, delle singole razze, delle singole culture. Sono un anti-universalista, convinto che il simile può essere compreso solo dal proprio simile. A renderci infatti quello che siamo è la cultura nella quale siamo allevati. La religione è un aspetto di questa cultura, ma non può a mio avviso sostituirsi ad essa. E compito di un vero Stato dovrebbe essere quello di preservare e favorire la cultura nazionale dalle ingerenze esterne. Pacificamente o, se necessario, facendo uso della forza.

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difenderò fino all'ultimo la mia libertà di usare termini come "negro" o "ricchione"
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