Originariamente Inviato da FalcoConservatore
Che la signora Merkel non ci convincesse del tutto era chiaro sin dalla timidezza e dalla titubanza con cui, mesi orsono, la comunità conservatrice di questo sito aveva accolto alcuni dibattiti di approfondimento sulla politica tedesca e la stessa figura della Kanzelerin. (...)
(...) L'alleanza fra Merkel e Westerweller può suscitare una spontanea simpatia fra i liberal-conservatori, ma anche un sentimento d'inquietudine fra coloro che mantengono fermo il punto sui temi etici. Se da un lato i conservatori tendono a concordare sulla necessità di una diminuzione del peso e del controllo dello Stato sull'economia, per quel che riguarda i cosiddetti diritti civili, le unioni omosessuali, la legalizzazione delle coppie di fatto, l'aborto, vi è una frattura insanabile tra due fazioni pronte a darsi battaglia. Westerwelle, gay dichiarato, in verità non sembra pronto a scatenare una guerra "libertaria" al punto da allearsi con le sinistre pur di ottenere "avanzamenti" nella legislazione tedesca su questi temi scottanti. L'alleanza non spicca per proposte rivoluzionarie, ma per il mantenimento della barra verso un centro forse un pò paludoso, ma pragmatico.
In verità, l'unica cosa da fare è attendere Angela Merkel al varco, ora che può governare senza l'interdizione socialdemocratica, in libertà (anche se relativa, poichè Westerwelle chiederà dazio). Le politiche effettive vanno distinte dai programmi e dagli enunciati ideali di campagna elettorale. Ci sarà davvero un processo di liberalizzazione? Non è del tutto scontato. La palude potrebbe prevalere, i contrasti con i liberali paralizzare l'esecutivo. La Merkel, semplicemente, potrebbe deludere. Resta la minaccia dell'impulso individualista di tipo edonista; il pericolo che politiche liberali sui temi etici oscurino ogni parvenza conservatrice. Il liberalismo, in fondo, nasce e si sviluppa come antagonista del conservatorismo. In esso è sempre presente un germe progressista, una "costola di sinistra".
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