Discussione: Keine Experimente
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Vecchio 28-09-09, 17:06   #2 (permalink)
FalcoConservatore
Conservatorismo e Libertà
 
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Predefinito Rif: Keine Experimente

Che la signora Merkel non ci convincesse del tutto era chiaro sin dalla timidezza e dalla titubanza con cui, mesi orsono, la comunità conservatrice di questo sito aveva accolto alcuni dibattiti di approfondimento sulla politica tedesca e la stessa figura della Kanzelerin. Ieri abbiamo festeggiato la disfatta della socialdemocrazia, e la chiusura della scialba parentesi di Grosse-Koalition, che non era riuscita ad esprimere politiche chiare, da una parte o dall'altra, se non una genericissima stabilità forzata.
Abbiamo festeggiato, quindi, la nascita di un governo più omogeno, ora in grado di approvare provvedimenti più netti, senza i lacci e i lacciuoli di una unione fra cristiano-democratici e progressisti sorta non per convinzione, ma per necessità.

Ma se i socialisti vivono il loro momento più buio, certo l'estrema sinistra non può dirsi scontenta di un risultato lusinghiero per Oskar Lafontaine e per dei Verdi in recupero rispetto ai risultati passati. Il passaggio all'opposizione dell'SPD rischia anzi di convincere i dirigenti socialdemocratici a compiere un salto verso il definitivo apparentamento con Linke e Verdi, fino a creare una forza rosso-verde, oggi ancora poco convincente sui programmi, ma non lungi dal costituire una grande minaccia per la coalizione alternativa. Non ci dimentichiamo che CDU/CSU e FDP vincono per poche frazioni di punti in termini percentuali, e con una maggioranza piuttosto esigua in termini di seggi. Resta attuale anche il rischio di una frattura interna all'SPD tra fautori dell'alleanza con la Linke ed esponenti più moderati e riformisti, allergici al massimalismo di Lafontaine.

L'alleanza fra Merkel e Westerweller può suscitare una spontanea simpatia fra i liberal-conservatori, ma anche un sentimento d'inquietudine fra coloro che mantengono fermo il punto sui temi etici. Se da un lato i conservatori tendono a concordare sulla necessità di una diminuzione del peso e del controllo dello Stato sull'economia, per quel che riguarda i cosiddetti diritti civili, le unioni omosessuali, la legalizzazione delle coppie di fatto, l'aborto, vi è una frattura insanabile tra due fazioni pronte a darsi battaglia. Westerwelle, gay dichiarato, in verità non sembra pronto a scatenare una guerra "libertaria" al punto da allearsi con le sinistre pur di ottenere "avanzamenti" nella legislazione tedesca su questi temi scottanti. L'alleanza non spicca per proposte rivoluzionarie, ma per il mantenimento della barra verso un centro forse un pò paludoso, ma pragmatico.

In verità, l'unica cosa da fare è attendere Angela Merkel al varco, ora che può governare senza l'interdizione socialdemocratica, in libertà (anche se relativa, poichè Westerwelle chiederà dazio). Le politiche effettive vanno distinte dai programmi e dagli enunciati ideali di campagna elettorale. Ci sarà davvero un processo di liberalizzazione? Non è del tutto scontato. La palude potrebbe prevalere, i contrasti con i liberali paralizzare l'esecutivo. La Merkel, semplicemente, potrebbe deludere. Resta la minaccia dell'impulso individualista di tipo edonista; il pericolo che politiche liberali sui temi etici oscurino ogni parvenza conservatrice. Il liberalismo, in fondo, nasce e si sviluppa come antagonista del conservatorismo. In esso è sempre presente un germe progressista, una "costola di sinistra".
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